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Siamo un'aienda Bio2

Si è concluso martedì 8 gennaio 2019, dopo 30 mesi di sperimentazione, il progetto "Bio²" per coltivare biologicamente antiche varietà. Abbiamo preso parte al progetto insieme a Open Fields, una pmi di Collecchio che si occupa di trasferimento tecnologico nel settore agri-food, l’Università di Parma (Dipartimento di Scienze degli alimenti e del farmaco), il Molino Grassi, l’Azienda agraria sperimentale Stuard, l’ente di formazione Agriform e altre quattro aziende agricole di Parma e Reggio Emilia.

Queste varietà antiche di cereali hanno rese più basse e una maggiore tendenza all’allettamento di altri cereali, ma regalano un quid in più in termini di biodiversità. Il legame con il territorio e la ricerca di sostenibilità e di produzione in aree salubri come l’alta collina e la montagna sono i valori aggiunti emersi dal progetto. La valorizzazione delle biodiversità cerealicola in ambito biologico è la strada principale per valorizzare chi lavora in questi territori e assicurare prodotti di alta qualità.

In particolare sono state coltivate in regime biologico quattro popolazioni evolutive di frumento. L'attenzione si è focalizzata su frumenti alternativi come i farri, popolazioni locali o varietà storiche di frumenti teneri e duri come Gentilrosso, Virgilio, Frassineto o Cappelli. Sotto il riflettore sono finite  le loro performance agronomiche e il loro contenuto in proteine e microelementi importanti quali minerali (ferro, zinco, magnesio), vitamine del gruppo B ed acidi fenolici e si sono analizzati i pani ottenuti dalle popolazione evolutive dal punto di vista sensoriale e nutrizionale. 

 

 

 


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