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Fiere, mercati, convegni e appuntamenti del settore a cui partecipiamo

Siamo un'aienda Bio2

Si è concluso martedì 8 gennaio 2019, dopo 30 mesi di sperimentazione, il progetto "Bio²" per coltivare biologicamente antiche varietà. Abbiamo preso parte al progetto insieme a Open Fields, una pmi di Collecchio che si occupa di trasferimento tecnologico nel settore agri-food, l’Università di Parma (Dipartimento di Scienze degli alimenti e del farmaco), il Molino Grassi, l’Azienda agraria sperimentale Stuard, l’ente di formazione Agriform e altre quattro aziende agricole di Parma e Reggio Emilia.

Queste varietà antiche di cereali hanno rese più basse e una maggiore tendenza all’allettamento di altri cereali, ma regalano un quid in più in termini di biodiversità. Il legame con il territorio e la ricerca di sostenibilità e di produzione in aree salubri come l’alta collina e la montagna sono i valori aggiunti emersi dal progetto. La valorizzazione delle biodiversità cerealicola in ambito biologico è la strada principale per valorizzare chi lavora in questi territori e assicurare prodotti di alta qualità.

In particolare sono state coltivate in regime biologico quattro popolazioni evolutive di frumento. L'attenzione si è focalizzata su frumenti alternativi come i farri, popolazioni locali o varietà storiche di frumenti teneri e duri come Gentilrosso, Virgilio, Frassineto o Cappelli. Sotto il riflettore sono finite  le loro performance agronomiche e il loro contenuto in proteine e microelementi importanti quali minerali (ferro, zinco, magnesio), vitamine del gruppo B ed acidi fenolici e si sono analizzati i pani ottenuti dalle popolazione evolutive dal punto di vista sensoriale e nutrizionale. 

 

 

 

La Malvasia Casalini

Dal 2012 stiamo portando avanti un importante progetto di recupero della Malvasia antica di Parma. Riconosciuto ufficialmente dalla Regione Emilia Romagna solo da febbraio 2018 come uva autoctona di Parma, questo antico vitigno, dapprima noto come “Malvasia odorosissima” e ribattezzato “Malvasia Casalini” in onore del signor Casalini che ne possiede alcuni vecchissimi esemplari, ha rivelato una maggiore resistenza alle malattie della vite e alle gelate tardive rispetto alle altre Malvasie coltivate finora in zona oltre a ottimi risultati durante il processo di vinificazione.

Lo spumante di Malvasia Monteroma brut 2017 è il nostro primo vino prodotto con questa antica varietà di Malvasia, che abbiamo iniziato a piantare nel 2012 e che nei prossimi anni sostituirà le altre piante di Malvasia attualmente presenti in vigneto. Oltre a consentire di recuperare una varietà importante dal punto di vista storico per il nostro territorio, a chi fa agricoltura biologica questa Malvasia assicura uve ancora più sane e resistenti, capaci di restituire in bottiglia profumi fini e fragranti.

 


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